Le biblioteche della Danimarca sono un luogo del tutto particolare: non ci sono libri, ma qualcosa di molto speciale.
La tecnologia ha cambiato tantissime delle nostre abitudini e tante persone al giorno d’oggi hanno rinunciato a tantissimi sistemi analogici per fiondarsi a utilizzare quelli digitali, che sono per forza di cose molto più comodi e immediati: tra i pochi elementi non digitali che sono sopravvissuti ai giorni nostri ci sono ad esempio i libri, anche se anche quest’ultimi stanno lasciando sempre più spazio a supporti tecnologici come palmari o direttamente storie scritte al computer.
Le biblioteche fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità e sono tra i luoghi più importanti dei vari Paesi del mondo, ma in Danimarca hanno avuto una trovata geniale per rendere le biblioteche ancora più interessanti anche a chi magari non interessa l’hobby della lettura: una soluzione che si discosta anche dall’ambito tecnologico dato che in questi luoghi particolari sul territorio danese non sono presenti nemmeno computer o altri supporti tecnologici.
Si tratta di un’iniziativa che si sta diffondendo sempre di più non solo in Danimarca, ma anche in diversi Paesi del mondo ed è attiva su quasi tutto il territorio danese che è stato scelto come emblema principale di questa trovata, la quale può trasformarsi anche in una situazione perfetta per chi ama le biblioteche, ma allo stesso tempo non apprezza molto leggere libri.
L’iniziativa in questione è stata chiamata “La Biblioteca Umana” proprio perché al posto dei classici libri che ci sono in questi luoghi ci sono appunto delle persone che aspettano i visitatori: detta in questo modo sembra qualcosa di molto bizzarro, ma in realtà è un modo per spingere le persone ad aprire i propri sentimenti al prossimo e, soprattutto, a essere maggiormente empatici verso persone che magari sono state particolarmente sfortunate e hanno una storia da raccontare al prossimo.
All’interno di queste biblioteche molto particolari, infatti, sono presenti diverse persone che hanno delle storie particolari da raccontare e i visitatori possono scegliere quale di queste storie ascoltare per una durata di circa 30 minuti; ogni persona presente all’interno della biblioteca ha un’etichetta che riassume con una parola il motivo per cui è in quella biblioteca, come ad esempio “disoccupato” oppure “bipolare“, e nella durata dell’incontro racconterà al visitatore la propria esperienza e la propria storia aprendo i suoi sentimenti al 100%.
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